Rete Gaia ha guidato con successo il coordinamento generale per la redazione del Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA) riguardante il prestigioso complesso della Galleria Comunale d’Arte di Cagliari. Questa iniziativa si inserisce in una visione strategica volta a trasformare i luoghi della cultura in spazi realmente inclusivi, dove ogni visitatore può muoversi in autonomia e sicurezza. Il coordinamento del progetto ha permesso di integrare competenze multidisciplinari per analizzare e risolvere le criticità di fruizione dell’edificio e dei suoi servizi.
L’intero intervento è stato reso possibile grazie ai finanziamenti ottenuti tramite il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), nell’ambito dell’ Intervento 1.2 – M1C3-3 finalizzato alla rimozione delle barriere fisiche e cognitive nei luoghi della cultura pubblici
Le azioni intraprese hanno riguardato innanzitutto la raggiungibilità dall’esterno, agendo sulla continuità della cosiddetta catena dell’accessibilità. Gli interventi hanno incluso la riqualificazione delle fermate del trasporto pubblico locale e la sistemazione dei percorsi pedonali all’interno dei Giardini Pubblici, eliminando ostacoli fisici e pendenze pericolose. È stato inoltre attuato il riposizionamento strategico degli stalli auto riservati alle persone con disabilità e sono stati creati nuovi stalli rosa dedicati specificamente alle famiglie con bambini piccoli.
All’interno dell’edificio, i cambiamenti si sono concentrati sul miglioramento radicale dei collegamenti verticali e orizzontali. Sono stati installati corrimano ergonomici a doppia altezza e sistemi di segnalazione podotattile per facilitare l’orientamento di visitatori ipovedenti o non vedenti. Le rampe d’accesso e i sistemi di sollevamento meccanizzato hanno subito interventi di ricalibrazione tecnica per garantire tempi di manovra adeguati alle persone con mobilità ridotta. Un capitolo rilevante ha interessato i servizi igienici, che sono stati completamente riconfigurati per assicurarne la piena funzionalità e sicurezza attraverso l’uso di componenti ergonomici e sistemi di chiamata d’emergenza ottimizzati.
Il progetto ha previsto inoltre lo sviluppo di un innovativo sistema di wayfinding, studiato per rendere il percorso di visita immediatamente leggibile e coerente. L’introduzione di pannelli informativi accessibili, mappe tattilo-visive e segnaletica in codice Braille ha permesso una fruizione autonoma dei contenuti culturali. Parallelamente, è stata favorita l’adozione di tecnologie per la fruizione ampliata, quali audioguide dedicate, contenuti multimediali attivabili tramite QR code e soluzioni di realtà aumentata (AR), capaci di abbattere le barriere cognitive e linguistiche. Infine, sono stati definiti spazi inclusivi specifici come il Baby Pit-Stop per l’allattamento e spazi calmi per visitatori con neurodivergenza, completando così la trasformazione del museo in un luogo di accoglienza universale.
