WEO2014

La crescita delle forniture di petrolio dal Nord America annuncia una nuova era di abbondanza o l'instabilità del Medio Oriente rappresenta, comunque, una nube all'orizzonte? Quanto l'efficienza energetica può colmare il gap competitivo causato dalle differenze nei prezzi dei beni energetici in diversi territori? Quali considerazioni dovrebbero guidare il processo decisionale in paesi che utilizzano, intendono utilizzare o eliminare l'energia nucleare? Quanto siamo vicini al livello massimo di emissione di CO2 oltre il quale il riscaldamento globale non potrà essere contenuto entro i limiti stabiliti? Come può contribuire il settore energetico sub-sahariana ad una vita migliore per i suoi cittadini?

Per rispondere a queste domande e a tante altre, vi consigliamo di dare una lettura World Energy Outlook 2014 (WEO-2014), presentato lo scorso 12 novembre a Londra.

Logo RAS
(ANSA) - CAGLIARI, 11 NOV - Per rimettere in sesto la Sardegna, dove sull'80% dei Comuni pende un rischio idrogeologico, non basterebbero 3,5 miliardi di euro. La stima è in difetto e considera i costi per la mitigazione del rischio effettuate dal Piano di assetto idrogeologico (Pai) del 2006, che parlava di oltre un miliardo di euro e andrebbe aggiornato per le nuove criticità localizzate con le recenti alluvioni per le quali la protezione civile regionale stima almeno un miliardo di danni complessivi. A queste somme occorre aggiungere almeno un altro miliardo e 400 milioni per opere di difesa del suolo.
A poco meno di un anno dal quel tragico 18 novembre 2013 quando morirono 18 persone, in cassa si contano circa 60 milioni di euro della Regione (compreso l'ultimo assestamento di bilancio), 20 mln di risorse statali per la ricostruzione post alluvione e 50 milioni dell'Anas. Così la Giunta ha deciso di ricorrere ad un "mega mutuo" per il cosiddetto Piano Infrastrutture che sarà autorizzato nella Finanziaria 2015 con un importo che si aggirerebbe tra i 500 e i 600 milioni per infrastrutture e opere di mitigazione del rischio idrogeologico.
"Il vero problema è la crisi della finanza pubblica e davanti a questa situazione la Sardegna deve uscirne da sola - spiega all'ANSA l'assessore regionale dei Lavori Pubblici, Paolo Maninchedda -. Sempre con la Manovra 2015 si sta anche pensando di creare, ovviamente a costo zero e dentro le stesse strutture amministrative regionali, una grande società pubblica di progettazione che possa arrivare alla fase avanzata di un parco progetti immediatamente a disposizione nel momento in cui ci siano le risorse, da qualunque fonte di finanziamento arrivino".
La situazione è critica, come evidenziato nei documenti allegati ad una delibera del luglio 2014. Dalle stime effettuate sul Piano Stralcio Fasce Fluviali (Psff) risultano solo sulla viabilità provinciale e locale circa 150 attraversamenti stradali inadeguati al passaggio delle portate relative a tempi di ritorno di 50 anni, per un fabbisogno finanziario stimato superiore a 300 milioni di euro. Dall'esame della pianificazione di Bacino è emerso inoltre che numerose criticità "ostacoli al deflusso della corrente" dei fiumi, portando così all'inondazione dei territori. In particolare il Pai ha evidenziato che, su 1055 casi di pericolosità, oltre la metà riguarda la cosiddetta "insufficienza della luce libera sotto i ponti" e per il 32% la scarsa manutenzione fluviale, l'urbanizzazione in aree di pertinenza fluviale, l'insufficienza della sezione alveo dei fiumi o l'inadeguatezza delle opere di difesa. Criticità che sono state confermate anche dall'alluvione del novembre 2013. E in questa ricognizione non rientrano gli attraversamenti sulla rete stradale di competenza dell'Anas, di Rete Ferroviaria Italiana. e di Ferrovie della Sardegna.
Alcuni lavori sono già stati programmati e una parte delle risorse stanziate sono già stati messe a disposizione dei Comuni a più alto rischio. Si tratta di 11.750.000 dei 40 milioni che serviranno per il ripristino delle opere pubbliche danneggiate.
Altri tre milioni sono andati al ripristino delle infrastrutture danneggiate con le recenti alluvioni del 2013 e 2014. Inoltre ci sono i 25,2 milioni per interventi di mitigazione del rischio idraulico a Olbia (3 mln) e per opere di adeguamento di attraversamenti stradali esistenti (22,2 mln).
Con la ricognizione effettuata dai Comuni, però, sono giunte alla Regione 384 proposte per un fabbisogno complessivo di 165.491.354,72 euro: 295 per ripristino di infrastrutture (reti stradali, idrico/fognarie, opere idrauliche e di regimazione delle acque) per 144.123.784 euro e 89 per ripristino di edifici pubblici, impianti sportivi, biblioteche, teatri ed altro, per 21.367.570 euro. (ANSA).
 

IPCC

L'influenza umana sul sistema climatico è chiara e in crescita, con un impatto osservato in tutti i continenti. Se lasciato incontrollato, il cambiamento climatico aumenterà la probabilità di effetti gravi, diffusi ed irreversibili per le persone e gli ecosistemi. Tuttavia, sono disponibili opzioni per adattarsi ai cambiamenti climatici e attuare attività di mitigazione rigorosi in grado di garantire che gli impatti dei cambiamenti climatici rimangano in un range gestibile.

Questi sono alcuni dei risultati principali della relazione di sintesi del 5° Rapporto, diffusi il 02 novembre dal Gruppo di esperti intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC).

La relazione di sintesi esprime i risultati della quinta relazione di valutazione dell'IPCC prodotti in 5.000 pagine di studi da oltre 800 scienziati e rilasciati nel corso degli ultimi 13 mesi. 

Il concetto chiave espresso dagli scienziati IPPC è che i governi possono tenere sotto controllo i cambiamenti climatici, a costi gestibili, ma dovranno ridurre le emissioni di gas serra a ZERO entro il 2100 per limitare i rischi di danni irreversibili restando sotto la soglia dei 2 °C di incremento della temperatura globale rispetto al periodo preindustriale.

Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, ha esortato ad "agire ora per ridurre le emissioni di CO2, ridurre gli investimenti nel carbone e adottare energie rinnovabili per evitare il peggioramento del clima che si riscalda ad una velocità senza precedenti", inoltre ha aggiunto "L'azione contro il cambiamento climatico può contribuire alla prosperità economica, a un migliore stato di salute e a città più vivibili".

Una delle frasi di sintesi più esplicative l'ha pronunciata il presidente dell'IPCC Rajendra Pachauri: "Il costo dell'inazione sarà terribilmente superiore al costo dell'azione".

 

I documenti possono essere scaricati dai seguenti link:

 

ecosistema urbano
 
Qual è stata la performance delle città sarde nella XXI edizione di Ecosistema Urbano, il rapporto di Legambiente sulla vivibilità ambientale dei capoluoghi di provincia italiani, realizzato  con Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore e presentato nella giornata di lunedì a Torino?
 
In generale, per quanto affermato dagli stessi curatori dell'indagine, il quadro che emerge è quello di un'Italia a tre velocità: lenta, lentissima e ferma. Anche i primi della classe, in taluni casi, non raggiungono la vetta della classifica esclusivamente per propri meriti, ma per demerito degli altri "contendenti". Mentre in Italia nessuna città riesce ad avere una visione a 360° per una rigenerazione urbana sostenibile, in Europa non sono pochi gli esempi di città di successo che sono state capaci di trasformarsi accrescendo qualità dei servizi e vivibilità.
 
 
Ma vediamo brevemente la situazione nella nostra Regione.
 
 
Nella graduatoria generale, la prima della classe in Sardegna è Oristano, che si classifica all'ottavo posto nazionale seguita da Nuoro e Sassari, rispettivamente al 24° e 25° posto, mentre Cagliari, in 64° posizione, non riesce a superare metà classifica.
 
Oristano ottiene circa il 65% dei punti assegnabili (sui 100 di riferimento di una ipotetica città ideale) e lo fa grazie ad una buona prestazione negli indicatori più significativi a cominciare da 2 su 3 di quelli relativi all'inquinamento atmosferico con bassissime concentrazioni di biossido di azoto, seconda miglior performance a livello nazionale, e solo 2 giorni di superamento dei limiti di concentrazione dell'ozono. I valori medi del PM10 risultano, invece, leggermente superiori ai limiti di legge. In generale, tutti gli indicatori relativi alla qualità dell'aria delle città sarde, ad eccezione del PM10 per la già citata Oristano e per Cagliari, rientrano all'interno dei range consentiti, con Nuoro che, per ben due volte (PM10 e ozono) si conquista il primo gradino del podio a livello nazionale. E' necessario tuttavia sottolineare il fatto che attualmente, in Italia, il criterio di posizionamento delle centraline di rilevamento non è soggetto ad un unico criterio nazionale, ma persegue obiettivi differenti da comune a comune, causando la disomogeneità dei dati da sottoporre a valutazione.
 
 
Solo due comuni sardi, Nuoro e Oristano, sui quattro oggetto dell'indagine di Legambiente sono al di sopra della quota media di raccolta differenziata delle altre città capoluogo (41,4%). I dati evidenziano, tuttavia, che nessuna delle città sarde è stata in grado di raggiungere l'obiettivo del 65% fissato per il 2012 (sono solo 7 le città italiane che lo rispettano) e Cagliari, con appena il 32,5% di raccolta differenziata, neppure la soglia del 35% stabilita per il 2008 (sono in tutto 36 i capoluoghi a non raggiungere tale obiettivo).
 
 
Ad esclusione di Cagliari, che sale sul podio delle città medie sia per numero di viaggi sui mezzi del trasporto pubblico in rapporto al numero di abitanti sia per offerta chilometrica del servizio (il capoluogo regionale quest'anno balza in prima posizione scalzando Trento), le altre città sarde sono penalizzate da un'offerta scarsa, che solo per Oristano è di poco superiore al dato medio degli altri capoluoghi della categoria città piccole, e da una domanda, valutata in numero di viaggi annui per abitante, molto debole. Alla cattiva performance sul fronte del trasporto pubblico, si affianca per tutte le città, anche per Cagliari che ha ottenuto buoni risultati nei precedenti indicatori, livelli molto alti del tasso di motorizzazione auto ogni 100 abitanti, compreso fra i 64 autoveicoli dei residenti di Sassari e i 69 di quelli di Nuoro. Inferiori rispetto alla media anche i livelli di densità delle aree pedonali e delle piste ciclabili.
 
 
In conclusione, sottolineiamo che, purtroppo, non è stato possibile ricostruire un quadro integrale della vivibilità delle città sarde, in quanto una serie di dati richiesti e fondamentali per l'analisi (ad es. il livello di dispersione della rete idrica, la capacità di depurazione delle acque reflue, il modal share del sistema dei trasporti, gli impianti FER su edifici pubblici, ecc.) non sono stati resi disponibili per la maggior parte dei capoluoghi della nostra Regione.
 
Per il dettaglio di tutti i 18 indicatori individuati all'interno del XXI Dossier di Ecosistema urbano, vi consigliamo di consultare il presente link.
 

Ciclista

Lo scorso 14 ottobre, Daniele Pernigotti, biologo con focus sui cambiamenti climatici, ha iniziato il suo viaggio: una pedalata di quasi 2000 km con partenza da Venezia e arrivo previsto a Copenaghen alla vigilia della presentazione, il 31 ottobre, dell'atteso V Rapporto IPCC sui cambiamenti climatici. Nelle 17 tappe che condurranno alla meta attraverso quattro differenti Paesi, Pernigotti non è solo ma in compagnia di Claudio Bonato, vero e proprio fanatico della bicicletta, e di tutti coloro che vorranno unirsi, anche se solo per pochi chilometri, al progetto "Ride with us".
La traversata è l'occasione per porre sotto la luce dei riflettori il cambiamento climatico, sia in termini di analisi scientifica sia di possibili interventi. Ciascuna tappa giornaliera, infatti, propone momenti di confronto a livello locale su efficienza energetica, fonti energetiche rinnovabili, strumenti per il Carbon Management, turismo ciclistico e tanto altro.
Circa 300 km, quelli da percorrere fra Robel Murryz (Germania) e Copenaghen, separano attualmente Daniele e Claudio dall'arrivo. Chi volesse seguirli fino al traguardo può farlo sul sito www.ridewithus.eu.