ecosistema urbano
 
Qual è stata la performance delle città sarde nella XXI edizione di Ecosistema Urbano, il rapporto di Legambiente sulla vivibilità ambientale dei capoluoghi di provincia italiani, realizzato  con Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore e presentato nella giornata di lunedì a Torino?
 
In generale, per quanto affermato dagli stessi curatori dell'indagine, il quadro che emerge è quello di un'Italia a tre velocità: lenta, lentissima e ferma. Anche i primi della classe, in taluni casi, non raggiungono la vetta della classifica esclusivamente per propri meriti, ma per demerito degli altri "contendenti". Mentre in Italia nessuna città riesce ad avere una visione a 360° per una rigenerazione urbana sostenibile, in Europa non sono pochi gli esempi di città di successo che sono state capaci di trasformarsi accrescendo qualità dei servizi e vivibilità.
 
 
Ma vediamo brevemente la situazione nella nostra Regione.
 
 
Nella graduatoria generale, la prima della classe in Sardegna è Oristano, che si classifica all'ottavo posto nazionale seguita da Nuoro e Sassari, rispettivamente al 24° e 25° posto, mentre Cagliari, in 64° posizione, non riesce a superare metà classifica.
 
Oristano ottiene circa il 65% dei punti assegnabili (sui 100 di riferimento di una ipotetica città ideale) e lo fa grazie ad una buona prestazione negli indicatori più significativi a cominciare da 2 su 3 di quelli relativi all'inquinamento atmosferico con bassissime concentrazioni di biossido di azoto, seconda miglior performance a livello nazionale, e solo 2 giorni di superamento dei limiti di concentrazione dell'ozono. I valori medi del PM10 risultano, invece, leggermente superiori ai limiti di legge. In generale, tutti gli indicatori relativi alla qualità dell'aria delle città sarde, ad eccezione del PM10 per la già citata Oristano e per Cagliari, rientrano all'interno dei range consentiti, con Nuoro che, per ben due volte (PM10 e ozono) si conquista il primo gradino del podio a livello nazionale. E' necessario tuttavia sottolineare il fatto che attualmente, in Italia, il criterio di posizionamento delle centraline di rilevamento non è soggetto ad un unico criterio nazionale, ma persegue obiettivi differenti da comune a comune, causando la disomogeneità dei dati da sottoporre a valutazione.
 
 
Solo due comuni sardi, Nuoro e Oristano, sui quattro oggetto dell'indagine di Legambiente sono al di sopra della quota media di raccolta differenziata delle altre città capoluogo (41,4%). I dati evidenziano, tuttavia, che nessuna delle città sarde è stata in grado di raggiungere l'obiettivo del 65% fissato per il 2012 (sono solo 7 le città italiane che lo rispettano) e Cagliari, con appena il 32,5% di raccolta differenziata, neppure la soglia del 35% stabilita per il 2008 (sono in tutto 36 i capoluoghi a non raggiungere tale obiettivo).
 
 
Ad esclusione di Cagliari, che sale sul podio delle città medie sia per numero di viaggi sui mezzi del trasporto pubblico in rapporto al numero di abitanti sia per offerta chilometrica del servizio (il capoluogo regionale quest'anno balza in prima posizione scalzando Trento), le altre città sarde sono penalizzate da un'offerta scarsa, che solo per Oristano è di poco superiore al dato medio degli altri capoluoghi della categoria città piccole, e da una domanda, valutata in numero di viaggi annui per abitante, molto debole. Alla cattiva performance sul fronte del trasporto pubblico, si affianca per tutte le città, anche per Cagliari che ha ottenuto buoni risultati nei precedenti indicatori, livelli molto alti del tasso di motorizzazione auto ogni 100 abitanti, compreso fra i 64 autoveicoli dei residenti di Sassari e i 69 di quelli di Nuoro. Inferiori rispetto alla media anche i livelli di densità delle aree pedonali e delle piste ciclabili.
 
 
In conclusione, sottolineiamo che, purtroppo, non è stato possibile ricostruire un quadro integrale della vivibilità delle città sarde, in quanto una serie di dati richiesti e fondamentali per l'analisi (ad es. il livello di dispersione della rete idrica, la capacità di depurazione delle acque reflue, il modal share del sistema dei trasporti, gli impianti FER su edifici pubblici, ecc.) non sono stati resi disponibili per la maggior parte dei capoluoghi della nostra Regione.
 
Per il dettaglio di tutti i 18 indicatori individuati all'interno del XXI Dossier di Ecosistema urbano, vi consigliamo di consultare il presente link.