partecipazione

Attivare un processo partecipativo facilita, supporta e legittima le scelte dei decisori o, più semplicemente, può considerarsi come un momento di confronto costruttivo sul piano dei contenuti e delle relazioni.

Rete Gaia si occupa per il proprio cliente dell’ideazione, progettazione e realizzazione di percorsi partecipativi avvalendosi delle seguenti metodologie:

  • METAPLAN: tecnica nata negli anni settanta in Germania. Si basa sulla raccolta di opinioni dei partecipanti attraverso l'uso di tecniche di visualizzazione e la successiva organizzazione in blocchi logici fino alla identificazione di piani in cui sono evidenziate le problematiche rilevate e le possibili soluzioni;
  • Goal Oriented Project Planning (GOOP): di ausilio nella fase di gestione di un workshop, è promosso dalla Commissione Europea nell’ambito del PCM (Project Cycle Management) per la progettazione partecipata;
  • Gruppi di lavoro / workshop / laboratori tematici: per piccoli gruppi, fra le 10 e le 20 persone. Si lavora in modo partecipato su specifici temi con cadenza periodica;
  • Brainstorming: discussione aperta e spontanea di gruppo per generare idee. I partecipanti sono invitati ad esprimere tutte le loro opinioni ed idee, anche se non fattibili o condivise, in quanto dalla interazione reciproca si arriva alla soluzione più adeguata;
  • Focus Group: gruppo di persone selezionate per la loro rappresentatività sul tema, generalmente fra i 6 e i 10 partecipanti, al quale si chiede di approfondire e sviluppare un dibattito-confronto attorno al topic con domande di lavoro ad hoc;
  • Visite sul campo: spesso utilizzate in ambito di processi di urbanistica partecipata. Attraverso interviste e osservazioni dirette presso i luoghi oggetto dell’analisi si incrementa il senso di appartenenza e si acquisisce consapevolezza delle problematiche;
  • Analisi SWOT partecipata: analisi qualitativa, che può essere utilizzata anche come strumento di lavoro nei processi di progettazione partecipata;
  • Open Space Tecnology (OST): incontri di partecipazione spontanea, all’interno di sottogruppi, che prende avvio da una domanda di apertura. Questo metodo può essere utilizzato in vari contesti soprattutto come avvio di un percorso strutturato;
  • European Awareness Scenario Workshop (EASW): ideato dall’Unione Europea a metà degli anni ’90, permette di definire scenari e piani d’azione da quattro differenti prospettive (amministrazioni pubbliche, imprese, società civile, tecnici). E’ spesso utilizzato in piani di sviluppo sociale e di sostenibilità;
  • Planning for Real: grazie all’utilizzo di plastici consente di raccogliere opinioni e valutazioni dei residenti per coprogettare interventi in ambito urbanistico;
  • Processi web 2.0